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nov
smaltimento dei rifiuti aziendali

Smaltimento dei rifiuti, quali responsabilità per le aziende?

Lo smaltimento dei rifiuti oggi è uno dei temi più delicati che le aziende devono affrontare, la crescita dell’attenzione sull’argomento da parte dei principlali Paesi industrializzati ha portato alla stesura di rigide normative che prevedono responsabilità anche penali.

Il principale riferimento legislativo nazionale è il “Codice Ambientale” o Testo Unico Ambientale (Dlgs. 152/2006)  secondo cui il “produttore” dei rifiuti aziendali è responsabile del corretto recupero o smaltimento dei rifiuti da esso prodotti, in altre parole “chi sbaglia paga”.

Il produttore assolve parte dei propri obblighi con il conferimento dei rifiuti a soggetti terzi, aziende, dotati delle idonee autorizzazioni, cioè di mezzi autorizzati al trasporto di rifiuti e di impianti autorizzati al trattamento dello specifico rifiuto. Solo in parte perché, oltre all’osservanza di una serie di disposizioni in tema di trattamento del rifiuto e procedure amministrative correlate (es formulari e registri), va sempre sottolineato che la responsabilità del produttore non si esaurisce nel momento dell’affido a terzi autorizzati, quindi nel momento in cui il rifiuto viene da questi prelevato, ma permane una responsabilità, seppur attenuata, circa il corretto smaltimento o recupero finale del rifiuto stesso. Il produttore deve quindi sempre accertarsi, tramite la documentazione che accompagna il rifiuto, del buon esito del trasporto verso l’impianto di smaltimento finale tramite la cosiddetta “quarta copia” del formulario, che rappresenta il documento che chiude il ciclo di gestione del singolo rifiuto.

Fondamentale e severamente sanzionata è inoltre tutta la procedura di trasporto che la norma ambientale ben si è preoccupata di dettagliare e disciplinare in modo chiaro e rigoroso costruendo un sistema in cui la responsabilità del produttore/detentore nella gestione del rifiuto non decade nemmeno quando i rifiuti sono conferiti al trasportatore.
In particolare l’art. 193 del D.Lgs. 152/06 dispone che i rifiuti siano sempre accompagnati durante il trasporto da un formulario di identificazione, le cui copie devono essere conservate per 5 anni.
Il formulario, per i cui contenuti si applicano le disposizioni del D.M. 145/1998 fino ad emanazione di nuovo decreto, deve essere compilato all’atto della partenza del rifiuto dal luogo di produzione con tutti i dati da esso richiesti, fatta eccezione per quelli che devono essere compilati dall’impianto finale di destinazione. E’ assolutamente fraudolenta la compilazione del formulario o il suo completamento a partenza già avvenuta o nel corso di una tappa intermedia.

Se il produttore decide di affidare al trasportatore la compilazione del formulario, ha l’onere di accertarsi e verificare che il documento sia correttamente compilato se vuole mettersi al riparo dalle possibili condotte illegali che verrebbero a configurarsi, ad esempio, nel momento in cui da una verifica della polizia giudiziaria su strada risulti una mancata rispondenza tra quanto dichiarato nel formulario e quanto emerso realmente dal carico in viaggio.
Ecco allora che sarebbe opportuno, ove redatto, accompagnare il trasporto anche con il certificato d’analisi del rifiuto oltre che con il formulario, in modo tale che il controllore che ferma il mezzo di trasporto su strada possa agevolmente stabilire la natura del rifiuto senza essere costretto a procedere ad un fermo amministrativo del mezzo stesso. La prudenza in tal senso non guasta visto che, anche in perfetta buona fede, si corre il rischio di un coinvolgimento in attività illecite quando non si dispone di prove sufficienti a dimostrarne la propria estraneità. La firma diventa un chiaro tratto distintivo perché è la conferma della corresponsabilità in tutto ciò che nel formulario viene scritto e riportato.

E’ innegabile come il corpo normativo della gestione dei rifiuti sia diventato più che mai complesso: se da un lato sono indubbiamente apprezzabili gli sforzi del legislatore nel mettere ordine in un campo così vasto e minato, dall’altro non si può non considerare che il continuo susseguirsi di provvedimenti contribuiscano a creare difficoltà di interpretazione e confusione in un panorama legislativo spesso indecifrabile.

In questo contesto le imprese, per evitare di ritrovarsi a dover fare i conti con una realtà così intricata, si affidano a Solo Logistica, l’outsourcer logistico che  permette alle aziende di districarsi più facilmente nel mondo della complessa realtà normativa che regola, tra le altre cose, lo smaltimento dei rifiuti.

PAROLA D’ORDINE RICICLARE:

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2015 la Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016) che, tra l’altro, introduce l’atteso superammortamento (+40%) degli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016.

Sono moltissimi i materiali che, opportunamente selezionati e suddivisi, possono essere riciclati consentendo il loro recupero parziale o totale, per ulteriori utilizzi. Nelle imprese, una corretta gestione dei temi ambientali si traduce nella riduzione di » consumi energetici » utilizzo di materie prime » produzione dei rifiuti » emissioni inquinanti (nell’aria, nell’acqua e nel suolo) e in un netto miglioramento di » prodotti eco-compatibili » condizioni di lavoro degli addetti » competitività.

Empress 2000 è la società ecocompatibile per eccellenza, il partner di Solo Logistica nella produzione di macchine e impianti innovativi per la compattazione dei rifiuti.

Da oltre 25 anni fornisce macchine e impianti innovativi di qualità superiore per la compattazione dei rifiuti. Partner affidabile, che offre garanzia assoluta di qualità e servizio nel tempo, con soluzioni che soddisfano le esigenze di ogni settore di mercato: Industria Manifatturiera e Agroalimentare, Ristorazione, Accoglienza, Grande Distribuzione, Logistica, Enti pubblici, Aziende Multiutility, Impiantistica, Servizi, Sanità, Nautica.

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